mercoledì, Aprile 17

La corteccia cerebrale

La corteccia cerebrale è la parte più complessa dell’organo più complesso del corpo umano: il cervello. La sua complessità inizia dalle dimensioni e dalla forma che assume. Immaginate una tovaglia di 2 metri quadrati stesa su una superficie, ed immaginate ancora di stringerla progressivamente verso il centro per farla entrare tutta dentro una scatola. Otterremmo qualcosa di aggrovigliato e raggrinzito un po’ come succede per la materia grigia della corteccia cerebrale contenuta nelle dimensioni del nostro cranio.

Le valli, per definire le parti concave della materia grigia, si chiamano solchi. Le montagne, ovvero le parti convesse, si chiamano giri. Le scissure, invece, sono dei solchi più profondi che distinguono i quattro lobi della corteccia, a loro volta battezzati come il corrispondente osso del cranio: il lobo frontale davanti (sede del pensiero astratto, del ragionamento, ma anche della socialità e della personalità), il lobo temporale di lato (udito, comprensione, linguaggio, apprendimento), il lobo parietale in cima alla nuca (tatto, gusto, temperatura) e il lobo occipitale dietro la nuca (vista). Infine, c’è una grande divisione a metà, chiamata scissura interemisferica, che separa la prominente corteccia in due emisferi. Cosicché, i lobi sono sempre doppi.

Questo non significa come si riteneva un tempo che i due emisferi svolgano compiti sostanzialmente diversi. In realtà i due emisferi svolgono le medesime funzioni con qualche piccola ma importante differenza. Queste specializzazioni che i neuroscienziati chiamano lateralizzazioni hanno due esempi significativi: l’area di Broca (produzione del linguaggio) e l’area di Wernicke (comprensione del linguaggio), che si trovano solitamente nell’emisfero sinistro, ma in quello destro di alcuni mancini.

La materia grigia è composta da ben sei strati neuronali e gli studi recenti hanno stabilito che non esiste un cervello al mondo identico ad un altro. È un fatto straordinario, perché solo una minuscola variazione dello 0,1% nel genoma determina le differenze fra un aborigeno dell’Australia e un inuit della Groenlandia, che quindi sono geneticamente quasi identici. Eppure, il 100% dei cervelli sapiens è unico al mondo.

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