giovedì, Giugno 20

Storia del Cinema

Gary Cooper, un eroe americano
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Gary Cooper, un eroe americano

Se c’è stato un attore capace di rappresentare le virtù dell’eroe americano per antonomasia quello è stato Frank James Cooper, in arte Gary Cooper. Lealtà, coraggio, fermezza Cooper impersonava con strabiliante naturalezza le qualità del pioniere, dell’uomo della frontiera americana che non si piega a compromessi e compie il suo dovere fino in fondo. Dotato di una grande presenza scenica Gary Cooper, cosa piuttosto insolita nel mondo di Hollywood, era molto stimato dai colleghi. Ernest Hemingway che lo aveva conosciuto imporrà il suo nome alla produzione per la trasposizione cinematografica del suo capolavoro “Addio alle armi”. Nato nel 1901 Cooper era figlio di immigrati inglesi, suo padre, un giudice, possedeva un ranch ad Helena, nel Montana dove il futuro divo hollywoodiano aveva v...
New York contro la New Hollywood
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New York contro la New Hollywood

Se Hollywood è sempre stata, sia nel suo periodo classico che durante la cosiddetta New Hollywood, il luogo dei generi cinematografici, della produzione seriale, dell'industria cinematografica di massa americana, New York, ha rappresentato a cavallo degli anni Settanta, il cinema statunitense più innovativo e autoriale che pur rivolgendosi al pubblico americano lo fa attraverso una proficua contaminazione con il cinema europeo. Tre sono i principali alfieri di questa stagione del cinema newyorkese: John Cassavetes, Martin Scorsese e Woody Allen. John Cassavetes John Cassavetes nasce nella Grande Mela il 9 dicembre 1929 (e morirà a Los Angeles, il 3 febbraio 1989). Si può considerare uno dei primi registi davvero indipendenti, attore proveniente dalla celebre scuola ...
I neogeneri del cinema hollywoodiano
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I neogeneri del cinema hollywoodiano

Gli anni Settanta dello scorso secolo assistono a una profonda trasformazione dei classici generi cinematografici codificati da Hollywood. Si tratta fondamentalmente di un'ibridazione tra il genere classico e il cinema d'autore di stampo prettamente europeo. A prima vista sembrerebbe una contraddizione in termini in quanto la struttura del cinema di genere mal sopportava la libertà creativa del cinema d'autore. In realtà attraverso questa contaminazione Hollywood segue e descrive le trasformazioni della società americana, il suo malessere, i dubbi e le paure che attanagliano l'americano medio. Le storie raccontate sono quelle classiche ma riproposte secondo un cinema più lento, riflessivo e problematico. La rivoluzione di Altman Uno dei principali registi che avvia...
Gli antieroi del cinema  hollywoodiano
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Gli antieroi del cinema hollywoodiano

Soprattutto a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, Hollywood sforna un impressionante numero di attori bravissimi che spesso interpretano la figura dell'antieroe. L'antieroe "moderno" è quasi sempre un uomo comune, onesto, a volte fisicamente inadeguato, spesso deriso e perdente, apparentemente senza particolari qualità ma che in determinati frangenti della vita trova dentro di sé determinazione, coraggio e perfino violenza per difendere se stesso e il proprio mondo. Dustin Hoffman Un esempio classico di questo antieroe è impersonato da Dustin Hoffman (classe 1937) che interpreta questo archetipo umano in film come Il laureato, Un uomo da marciapiede, Il maratoneta e Cane di paglia. Soprattutto quest'ultimo film è la perfetta sintesi dell'antieroe, i...
La breve e illusoria stagione della New Hollywood
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La breve e illusoria stagione della New Hollywood

Gli Stati Uniti tra la metà degli Anni Cinquanta e il decennio successivo sono attraversati da una serie di avvenimenti che scossero in profondità la società americana. La guerra di Corea prima e quella, per certi versi ancora più devastante, del Vietnam poi, la contestazione giovanile, il movimento di emancipazione dei neri americani, la nascita della controcultura con la "beat generation" e il movimento degli hippy particolarmente forte sulla costa californiana sono forieri di un fermento innovativo ma anche di un malessere che attraversa tutta la società americana. La crisi di Hollywood Il cinema in quegli anni attraversa un periodo di crisi piuttosto acuta. Una crisi di pubblico, dovuta sia all'ascesa della televisione che alla concorrenza del cinema europeo, soprat...
Il  cinema  inglese dopo la contestazione  del  Free Cinema
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Il cinema inglese dopo la contestazione del Free Cinema

Il cosiddetto Free Cinema inglese è stato un movimento di artisti che si è sviluppato tra gli anni Cinquanta e Sessanta dello scorso secolo, dichiaratamente progressista, contestò duramente il cinema classico britannico. Fondato dal regista inglese Lindsay Anderson (che ne fu il leader), dal regista e sceneggiatore ceco Karel Reizs e dalla scrittrice e regista italiana Lorenza Mazzetti, con la collaborazione del regista Tony Richardson, il Free Cinema si caratterizza per un radicale impegno politico e civile. Ken Loach, l'ultimo alfiere del Free Cinema Il movimento dura di fatto una quindicina d'anni e si conclude di fatto nel 1968 con la pellicola "If" di Lindsay Anderson, molti dei registi che avevano animato il Free Cinema di fatto passarono al cinema commerci...
L’età d’oro della commedia all’italiana
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L’età d’oro della commedia all’italiana

Il neorealismo, se si eccettua "Roma città aperta" non ha mai riscosso un tributo di pubblico importante. Per raggiungere una popolarità significativa deve quindi contaminarsi con il cinema classico narrativo e in Italia questo avviene tra la fine degli anni Cinquanta e il decennio successivo, anche grazie ad una fase economica espansiva che passerà alla storia come il "miracolo economico" italiano. La rinascita della commedia Il primo genere a cogliere i frutti di questa contaminazione è senz'altro la commedia che si rinnova profondamente partendo però dalle solidissime radici della commedia dell'arte italiana. Le vecchie maschere del teatro popolare si modernizzano e ci raccontano di un paese che vive una stagione esuberante ma non priva di contraddizioni. Soprattutto...
Dal Manifesto di Oberhausen al Nuovo Cinema  tedesco
Cinema, Libri e Musica, Storia del Cinema

Dal Manifesto di Oberhausen al Nuovo Cinema tedesco

La Nouvelle Vague francese e il neorealismo italiano riverseranno i loro effetti anche fuori dai patri confini. Gli influssi di questi movimenti trovano fertile terreno nella cinematografia della Germania Ovest che alla fine degli anni Cinquanta e agli inizi del decennio successivo vive un'acuta fase di crisi, segnata dalla scarsità di risorse finanziarie e da un sensibile calo di pubblico nelle sale. Il manifesto di Oberhausen Qualcosa inizia a cambiare il 28 febbraio 1962, quando un gruppo di giovani cineasti, riuniti a Oberhausen in occasione dell'annuale rassegna cinematografica nota come Internationale Kurzfilmtage, pubblicarono una dichiarazione che poi venne definita Manifesto di Oberhausen. In questo documento si auspica la nascita di un nuovo cinema tedesco s...
La rottura della  Nouvelle Vague
Cinema, Libri e Musica, Storia del Cinema

La rottura della Nouvelle Vague

Negli Anni Cinquanta dello scorso secolo l'Europa è letteralmente egemonizzata dal cinema americano. La macchina industriale di Hollywood inonda di pellicole il Vecchio Continente esportando non solo storie ma modelli di vita e di valori. Lentamente però le nuove generazioni che non hanno conosciuto direttamente gli orrori della guerra, ma crescono in una società dominata dalla volontà di rinascita socioeconomica e percorsa da fermenti civili e sociali nuovi e per alcuni versi dirompenti inizia a pretendere un cinema diverso. Un cinema della comunicazione e della conoscenza La Settima Arte per loro deve essere non soltanto una forma di evasione ma anche un potente strumento di comunicazione e di conoscenza. L'apparente paradosso è che questa volontà di innovare e tr...
Il neorealismo  di Luchino Visconti
Cinema, Libri e Musica, Storia del Cinema

Il neorealismo di Luchino Visconti

Sulle macerie del secondo dopoguerra si apre la stagione indimenticabile del neorealismo italiano. Si tratta di una rottura netta con il cinema classico narrativo imposta da una drammatica fase storica, sociale ed economica del nostro paese. Non ci sono più storie che poggiano su solide e calibrate sceneggiature, il montaggio è nervoso, non privo di errori, le inquadrature non sono più studiate e perfette. Le riprese avvengono spesso in esterna e molto spesso si utilizzano attori non professionisti. Non uno, ma molti neorealismi Non si tratta soltanto di una condizione imposta dalle gravissime ristrettezze in cui versa il cinema italiano all'indomani della seconda guerra mondiale, ma di una scelta precisa e persino ragionata: mostrare il caos della realtà, far vede...
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