venerdì, Febbraio 23

Storia Contemporanea

I  diari segreti di Himmler
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I diari segreti di Himmler

Heinrich Himmler è stato uno dei gerarchi nazisti più potenti e spietati, autore materiale da un punto di vista burocratico, amministrativo e organizzativo, di quella che viene in gergo storico definita “la soluzione finale” rivolta alla “questione ebraica”. Himmler è considerato da molti storici l’anima nera del nazismo, il più spietato dei gerarchi. Lui stesso si definiva un “boia senza pietà”. Un ritratto privato e politico emerge attraverso la consultazione dei cosiddetti "diari segreti" di Himmler. A questo proposito questo articolo è centrato principalmente sui diari per così dire privati del gerarca nazista. I diari di guerra di Himmler furono trovati invece in Russia nel 2013 in un archivio del ministero della Difesa a Podolsk.  Scritti dagli assistenti di Himmler, cont...
Il successore di Adolf Hitler
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Il successore di Adolf Hitler

Sono le 18.35 del 30 aprile 1945 quando a Plön, quartier generale del comandante in capo della Marina tedesca, arriva un telegramma che lascia Karl Dönitz sbalordito. Il telegramma è firmato da Martin Bormann e recita testualmente: “Al posto dell’ex Reichsmarschall Göring il Führer ha nominato Voi, signor grandammiraglio, suo successore. Segue delega scritta. Fin da ora potrete decretare misure inerenti all’attuale situazione”. Una designazione inaspettata Nel testo Bormann non informa esplicitamente Dönitz che Adolf Hitler, insieme alla sua compagna Eva Braun, si è tolto la vita da circa tre ore. Il dittatore nazista nel suo testamento politico redatto nella notte tra il 28 e il 29 aprile aveva designato come suo successore, il più fedele tra i suoi generali, l’ammiraglio Karl ...
Brest-Litovsk, l’ultima effimera vittoria degli  Imperi Centrali
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Brest-Litovsk, l’ultima effimera vittoria degli Imperi Centrali

Siamo nei primi mesi del 1918, la Grande Guerra si avvia al suo quinto anno di carneficine e il suo esito inizia a pendere sempre di più in favore dei paesi dell'Intesa. Uno dei paesi avversari degli Imperi Centrali, però, la Russia è stata da poco sconvolta dalla Rivoluzione bolscevica. Il suo esercito, che per altro ha svolto un ruolo fondamentale, nella presa del potere dei comunisti, è in fase di dissoluzione. Una pace giusta e democratica Si tratta di dieci milioni di uomini in armi, distribuiti sui diversi fronti di guerra, per la grande maggioranza contadini. Uno dei primi atti del governo nato sull'onda della Rivoluzione d'Ottobre è un appello rivolto a tutti i paesi belligeranti affinché si giunga, al più presto, ad una pace "giusta e democratica". Lenin per a...
Ike e Monty e “il magnifico disastro”
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Ike e Monty e “il magnifico disastro”

Poche settimane dopo lo sbarco in Normandia, tra la metà di agosto e i primi di settembre del 1944, la Germania nazista sembrava prossima al tracollo militare. Stretta tra l’avanzata ad est dell’Armata Rossa e la pressione ad ovest delle forze anglo-americane, la resa incondizionata richiesta senza mezzi termini dagli Alleati sembrava imminente. Un eccesso di ottimismo Nell’Alto Comando delle forze anglo-americane la fiducia che la guerra si sarebbe conclusa entro il Natale di quell’anno era altissima.Bastarono poche settimane per smantellare sotto i colpi di una realtà ben diversa questa convinzione che permeava gran parte dei generali alleati. L’insuccesso dell’Operazione Market Garden e la tenace resistenza dell’esercito tedesco non...
Il bombardamento strategico nella Seconda Guerra Mondiale
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Il bombardamento strategico nella Seconda Guerra Mondiale

Il bombardamento indiscriminato di Israele nella Striscia di Gaza in risposta all'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre scorso ci da lo spunto per affrontare un dibattito ancora aperto tra gli storici militari, quello sulla reale efficacia del bombardamento strategico attuato dagli Alleati nell'ultimo conflitto mondiale. Nascita di una teoria militare La Grande Guerra costituisce l'affermazione definitiva di una nuova arma che si affianca ai tradizionali corpi della Marina e dell'Esercito di terra: l'Aviazione. Con il passare degli anni di guerra i vertici militari comprendono che l'importanza dell'aviazione va ben oltre la ricognizione e l'appoggio delle truppe di terra. Un utilizzo razionale e "strategico" della nuova arma può far pendere decisamente gli es...
Il fallimento  dell’operazione Crusader
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Il fallimento dell’operazione Crusader

Archibald Percival Wavell, I* conte di Wavell ( 1883 – 1950), all'inizio della guerra in Medio Oriente sotto il suo comando aveva 80.000 uomini. Quando il suo successore Claude Auchinleck (1884-1981) lanciò nel novembre del 1941 l’Operazione Crusader contro le forze italo-tedesche in nord Africa, aveva sotto il suo comando ben 750.000 uomini, anche se una parte importante di queste forze erano impiegate in compiti logistici, di guarnigione e di supporto in tutto il teatro di operazioni. Lo fondamento britannico e la reazione di Rommel Approfittando della superiorità numerica con una serie di “spallate” i britannici respinsero le forze di Rommel fino ad Al Agheila. A questo punto invece di insistere gli inglesi arrestarono lo slancio offensivo per riorganizzare le loro unità ...
Il bombardamento di Montecassino: un tragico errore?
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Il bombardamento di Montecassino: un tragico errore?

È il 15 febbraio  1944 quando circa 250 bombardieri alleati scaricano  un inferno di bombe sull’abbazia di  Montecassino. Siamo nella  seconda fase della battaglia che prende nome  da  questo luogo di culto che nella sua millenaria storia è stata per cinque volte raso  al suolo,  una volta  per cause naturali e quattro volte per opera  dell’uomo. https://www.youtube.com/watch?v=RvJEWxODDr0 Le origini dell'abbazia L’abbazia  di Montecassino viene  fondata  nel 529 da San Benedetto dopo che il  santo aveva già sperimentato delle piccole  comunità monastiche nei pressi di  Subiaco, definendo quella  che sarebbe diventata la famosa Regola  benedettina.  L’abbazia sorse su un tempio  pagano dedicato ad Apollo e fu ...
L’eliminazione di Yamamoto
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L’eliminazione di Yamamoto

Sono poco più delle 6.30 di mattina del 17 aprile 1943 al Centro di Ascolto del traffico radiotelegrafico giapponese della base di Dutch Harbor nelle isole Aleutine. Uno stanco ufficiale di servizio non vede l’ora che il turno termini per andare a riposare, quando intercetta un messaggio con l’inconfondibile firma dell’ammiraglia della flotta giapponese, la Yamato. Il destino in un messaggio Tutte le comunicazioni che provengono dall’Alto Comando navale nipponico sono ritenute importanti e l’operatore si appresta a trasmetterlo al Ministero della Marina a Washington ed al Comando Navale a Pearl Harbour. Il messaggio è ovviamente criptato. Con un’improvvisa intuizione, di cui non si rende conto neppure lui, l’ufficiale di servizio ordina all’operatore di scrivere in testa alla c...
Il disastro di Dieppe
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Il disastro di Dieppe

Il 19 agosto 1942 la Gran Bretagna lancia un attacco anfibio contro il porto di Dieppe, sulla costa atlantica francese. L'operazione Jubilee, questo il nome in codice del raid su Dieppe, si rivelerà un clamoroso e sanguinoso fallimento. Per avere un'idea del tributo di sangue pagato dagli Alleati, sui circa 5000 soldati canadesi, che costituivano l'80% delle truppe coinvolte sulla costa della Senna Marittima, quasi il 58% fu catturato o ucciso. Improvvisazione e dilettantismo L'operazione Jubilee fu pianificata in modo approssimativo e gestita con un dilettantismo ingiustificabile. Chi la volle e quali erano gli obiettivi dell'occupazione di un porto che in nessun caso la Gran Bretagna sarebbe stata in grado di trasformare in testa di ponte permanente? Nell'informativa che...
La fine della “guerra parallela” di Mussolini
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La fine della “guerra parallela” di Mussolini

Quando nel settembre del 1939 l'Italia decide di non entrare in guerra al fianco dell'alleato nazista è consapevole, o almeno lo sono le gerarchie più alte delle Forze Armate, di non essere attrezzata per sostenere un conflitto che si prefigura ben presto di livello europeo. Questa "ragionevolezza" del regime fascista dura però pochi mesi sgretolata dalle ambizioni e dall'invidia di Mussolini per le travolgenti vittorie tedesche. È passato molto tempo ormai da quando il Duce poteva permettersi di guardare dall'alto in basso Hitler approfittando anche della venerazione che il Furher ha per il suo mentore. Così l'Italia entra in guerra il 10 giugno del 1940 con la tristemente celebre "pugnalata alle spalle" alla Francia convinta di poter con pochi sforzi sedersi da una po...
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