domenica, Aprile 14

Zagor #262: “Il padrone del tempo”

Come sanno tutti gli appassionati, Zagor, una delle testate storiche della Sergio Bonelli Editore, fin dai suoi esordi, per espressa volontà del suo creatore Guido Nolitta (nom de plum di Sergio Bonelli) si è caratterizzato come un fumetto che ha saccheggiato ogni genere della letteratura popolare. Dal western alla fantascienza, dall’avventura all’horror, dal fantastico al poliziesco, Zagor ha portato il lettore nelle praterie sconfinate dell’Avventura con la A maiuscola.

“Il padrone del tempo”, albo centrale di una storia che inizia con il numero 261 e si conclude con il 263, è un intreccio dove magia e fantastico sono lo sfondo su cui si muovono i protagonisti della vicenda.

La trama

L’avvio è un classico delle storie bonelliane, ampiamente sfruttato anche in Tex e in altre testate della casa editrice di via Buonarroti, ovvero la ricerca di una persona scomparsa in circostanze misteriose. Bat Batterton e il cugino Bing, i due soci-fondatori della “Batterton & Batterton“, guidano il giovane Jim Crabb alla ricerca del padre, sparito anni prima sulle White Mountains insieme a un certo Wordell. Zagor e Cico si uniscono al gruppo e incontrano nel corso delle loro indagini Clapperton, un antropologo il cui comportamento non tarda a suscitare fondati sospetti allo Spirito con la Scure.

L’elemento fantastico viene disvelato al lettore quando si scopre che Clapperton, non soltanto non è ciò che dice di essere, ma ha l’inquietante potere di non poter essere ferito o ucciso. Non solo, come scopriranno i nostri eroi, l’enigmatico Clapperton pare non subire le ingiurie del tempo. In altre parole non invecchia.

Il riferimento letterario

Gli autori di Zagor hanno sempre attinto a piene mani l’ispirazione da capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo. Dall’Odissea di Omero al Moby Dick di Melville, per transitare dal Dracula di Bram Stoker. In questo caso “Il padrone del tempo” fa un esplicito riferimento ad uno dei capolavori dello scrittore inglese Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”.

Il romanzo ambientato nella Londra vittoriana narra di un giovane di bell’aspetto, Dorian Gray, che arriverà a fare della sua bellezza un’autentica ossessione. Al punto di invidiare ferocemente un suo ritratto che l’amico Lord Henri Walton gli regala. Quel dipinto che ritrae il bellissimo Dorian nel pieno della sua giovinezza, rimarrà inalterato con il trascorrere degli anni, mentre lui, il soggetto che lo ha ispirato, invecchierà inesorabilmente e questo per il protagonista del romanzo è intollerabile.

Colpito dal panico, Dorian afferma che avrebbe dato qualsiasi cosa, anche la sua anima, per rimanere eternamente giovane e bello, cosa che avviene, con il quadro che mostrerà i segni della decadenza fisica e della corruzione morale al suo posto.

Ed è quello che accade ne “Il padrone del tempo” dove l’eternamente giovane Clapperton trasferisce le ingiurie fisiche e morali ad una scultura con le sue fattezze realizzata da uno stregone indiano. Non proseguiamo oltre per non rovinare il finale a coloro che non hanno ancora letto questa avventura.

Gli autori

Soggetto e sceneggiatura sono di Marcello Toninelli, l’autore senese che ha segnato un’intera stagione delle avventure zagoriane. Entrato in Bonelli nel 1981, esordisce con la prima storia interamente ideata e sceneggiata con il numero 203, nel 1982, “Il filtro diabolico”. Per un decennio sarà il principale sceneggiatore dello Spirito con la Scure. Il sodalizio con la casa editrice di via Buonarroti terminerà nel1991, ma la sua ultima sceneggiatura sarà pubblicata soltanto nel 1993, sul n.332/334 di Zagor (“Il Sergente di ferro“).

I disegni sono del genovese Marco Torricelli che inizierà a disegnare Zagor nel 1986, facendo spesso coppia fissa con lo stesso Toninelli. Anche lui abbandonerà il re di Darkwood nel 1991 per pubblicare delle storie completamente sue. Nel 1995 torna a disegnare Zagor e nel 2001 esordìsce su Dampyr. Ormai disegnatore completamente affermato nel 2011 debutta su Tex con il numero 603 e disegna il primo Zagor Gigante. Quindi la consacrazione internazionale quando inizia a collaborare con la Marvel Comics statunitense disegnando Thor: Whosoever Wields This Hammer n.1.

Le copertine di tutti e tre gli episodi che compongono la storia sono del maestro Gallieno Ferri.

La valutazione

Soggetto e sceneggiatura: 7,5

Disegni: 7,5

Cover: 8

Media: 7,66

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