mercoledì, Aprile 17

C’era una volta il cugino…

Il calo demografico che riguarda vaste zone del mondo ha, da tempo, un riflesso sul numero dei componenti medi di una famiglia. In particolare nelle società occidentali e comunque in gran parte dei paesi dove le condizioni di benessere e sviluppo sono significative, assistiamo ad una contrazione numerica del nucleo familiare.

Nuclei familiari nel mondo

In media, una famiglia italiana è composta da 2,3 persone, passando nel tempo, da 3,35 componenti nel 1971 ai 2,3 del 2019. Si tratta di un numero in linea con la media europea, che oscilla da un massimo di 2,8 in Croazia, ad un minimo di 1,8 membri in Svezia.

In Cina, nonostante la fine della “politica del figlio unico” introdotta nel 1979 e abrogata nel 2015, la media dei componenti di una famiglia è di 3 persone.

Il crollo dei parenti

Il calo demografico e la contrazione del numero medio dei componenti di una famiglia si riflettono anche sul numero di parenti correlati ad un singolo nucleo familiare. Entro la fine di questo secolo le famiglie saranno ancora più piccole e il numero di parenti calerà in media di oltre il 35% a livello globale: ci saranno meno cugini, nipoti e bisnipoti, mentre aumenteranno nonni e bisnonni, con un maggior carico assistenziale.

Ad affermarlo una recente ricerca internazionale coordinata dall’Istituto Max Planck per la ricerca demografica (Mpidr) in Germania, pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze, Pnas.

La ricerca

Le previsioni si sono basate sui dati storici e le proiezioni contenuti nel documento ‘World Population Prospects 2022‘ delle Nazioni Unite. In particolare, sono stati usati modelli matematici per rappresentare la relazione tra una persona, i suoi antenati e i suoi discendenti in un dato periodo di tempo. Le previsioni per la fine del secolo non sono incoraggianti.

Se nel 1950 una donna media di 65 anni aveva 41 parenti in vita, entro il 2095 una donna della stessa età ne avrà solo 25. Il calo più deciso avverrà in Sud America e nei Caraibi, qui si toccheranno, nel 2095, appena 18,3 parenti per donna, con una riduzione drastica del 67%!

Meno drammatica la situazione negli Stati Uniti e in Europa per il solo fatto in quest’area del mondo le famiglie sono già piuttosto piccole e pertanto si passerà da una media di 25 parenti nel 1950 ai 15,9 del 2095.

Le conseguenze

Mano a mano che il divario di età tra gli individui e i loro parenti si allargherà non soltanto la rete di relazioni parentali diminuirà in termini di numero assoluto ma l’età tenderà ad innalzarsi in modo significativo. Il crescere del numero di nonni e bisnonni produrrà un aumento deciso della spesa assistenziale, solo parzialmente controbilanciata da quello che si definisce impropriamente “welfare domestico“.

Gli Stati dovranno quindi da un lato creare le condizioni per una parziale inversione nel depauperamento dei nuclei familiari e dall’altro predisporre adeguati budget di spesa e servizi per assicurare livelli accettabili di assistenza sociale.

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