lunedì, Aprile 15

Titano, la luna di Saturno, e le sue isole magiche

Titano, la luna di Saturno, e le sue isole magiche. Queste potrebbero essere costituite da grumi di materiale organico. Le isole magiche su Titano, la luna più grande di Saturno, hanno incuriosito gli scienziati. Questo da quando la missione Cassini della NASA le ha avvistate durante i sorvoli dieci anni fa. I ricercatori ritengono di aver svelato i segreti del fenomeno.

Le isole, inizialmente, si pensava fossero costituite da bolle di gas. Adesso però gli astronomi credono che potrebbero essere ghiacciai a nido d’ape. Queste sarebbero composte di materiale organico che cade sulla superficie della luna. I ricercatori considerano Titano una delle lune più affascinanti del nostro sistema solare. Questo perché condivide alcune somiglianze con la Terra. Mentre per molti versi presenta un paesaggio alieno.

Titano, più grande della nostra Luna e di Mercurio, è l’unica luna del nostro sistema solare con una densa atmosfera. L’atmosfera è in gran parte composta da azoto con un po’ di metano. Questi elementi conferiscono a Titano il suo aspetto arancione sfocato. La pressione atmosferica di Titano è circa il 60% maggiore di quella terrestre. Tutto ciò esercita un tipo di pressione che gli esseri umani sentono nuotando a circa 50 piedi, quindi 15 metri sotto la superficie dell’oceano.

Titano

Titano e le isole

Titano è l’unico altro corpo, nel nostro sistema solare, che ha formazioni liquidi simili alla Terra sulla sua superficie. La differenza è che i fiumi, i laghi e i mari sono composti da etano e metano liquidi, che formano nuvole e fanno piovere gas liquido dal cielo. L’orbiter della missione Cassini, che trasportava la sonda Huygens che è atterrata su Titano nel 2005, ha condotto più di 100 sorvoli di Titano tra il 2004 e il 2017.

L’obiettivo era rivelare gran parte di ciò che gli scienziati sanno oggi sulla luna. Titano, tra gli aspetti più sconcertanti, ha le sue particolari isole. Le osservazioni hanno reso noto che le isole magiche appaiono come punti luminosi in movimento sulla superficie marina di Titano. Formazioni queste che possono durare poche ore, diverse settimane o più.

Le immagini radar di Cassini hanno catturato le regioni luminose inspiegabili di Ligeia Mare. Questo è il secondo corpo liquido più grande sulla superficie di Titano. Il mare è più grande del 50% rispetto al Lago Superiore ed è composto da metano liquido, etano e azoto. Gli astronomi pensavano che queste regioni potessero essere bolle di azoto gassoso. Quindi delle vere e proprie isole fatte di solidi galleggianti o caratteristiche attribuite alle onde, sebbene le onde raggiungano solo pochi millimetri di altezza.

Titano e la ricerca

Lo scienziato planetario Xinting Yu, assistente professore presso l’Università del Texas, si è concentrato sull’analisi delle connessioni tra l’atmosfera di Titano, i corpi liquidi e i materiali solidi che cadono come neve. Il ricercatore voleva vedere se questi elementi potrebbero essere collegati alle isole.

Xinting Yu autore principale di uno studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters ha spiegato che: “Volevo indagare se le isole potessero effettivamente essere composte da sostanze organiche che galleggiano sulla superficie. Come la pomice che può galleggiare sull’acqua qui sulla Terra prima di affondare”.

I ricercatori mirano a capire quanto più possibile su Titano. Questo prima di inviare una missione dedicata sulla luna. La missione Dragonfly, guidata dal Johns Hopkins Applied Physics Laboratory in collaborazione con la NASA, dovrebbe essere lanciata nel 2028. Questa raggiungerà Titano negli anni ’30.

Conclusioni

Il team di Xinting Yu ha determinato che il materiale organico solido che cade dall’atmosfera superiore non si dissolve quando atterra sui corpi liquidi di Titano. Questo perché sono già saturi di particelle organiche. Xinting Yu ha spiegato che: “Per poter vedere le isole queste devono galleggiare per un po’ di tempo”. Purtroppo l’etano e il metano liquidi hanno una bassa tensione superficiale. Questo significa che è più difficile per i solidi galleggiare sopra di essi.

Il team di Xinting Yu ha simulato diversi modelli. Così facendo ha stabilito che il materiale solido congelato non galleggiava a meno che non fosse poroso. Probabilmente anche le piccole particelle non galleggerebbero da sole, a meno che non fossero abbastanza grandi. L’analisi del team ha prodotto uno scenario in cui gli idrocarburi solidi congelati si raggruppano vicino alla riva, poi si staccano e galleggiano sulla superficie come i ghiacciai sulla Terra. Il metano liquido penetra lentamente nei cumuli ghiacciati, facendoli infine scomparire dalla vista.

Su Titano si trovano anche sostanze chimiche organiche essenziali per la vita sulla Terra, come azoto, ossigeno e altre molecole a base di carbonio. Sotto la spessa crosta ghiacciata di Titano c’è un oceano interno di acqua salata. Questo non è dissimile da altre intriganti lune del mondo oceanico in orbita attorno a Saturno come Encelado e Europa la luna di Giove. Tutte lune considerate come luoghi ottimali per cercare la vita oltre la Terra. Secondo la NASA, Titano sembra inospitale. Nonostante ciò, è possibile che le condizioni siano favorevoli alla vita basata su chimica e forme diverse, che vanno oltre la nostra attuale comprensione.

FONTE:

https://edition.cnn.com/2024/01/11/world/saturn-titan-magic-islands-hydrocarbons-scn/index.html

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