sabato, Luglio 20

Terra: qualcosa l’ha colpita, ed è finita sulla Luna

Terra: qualcosa l’ha colpita, ed è finita sulla Luna. Stiamo finalmente per risolvere il mistero che c’è dietro alla nascita della Luna. I ricercatori hanno rilevato tracce di un antico mondo sotto il mantello terrestre. La ricerca è stata pubblicata su Nature.

Circa 4,5 miliardi di anni fa, secondo i ricercatori, qualcosa di grosso ha colpito il nostro pianeta. Il risultato dell’impatto fu un mucchio di detriti, scagliati nello spazio, che vorticarono fino a formare la nostra Luna. Dell’oggetto che ha colpito la il nostro pianeta, ritenuto grande quanto Marte e denominato Theia, non era rimasto molto. O almeno così pensavano i ricercatori.

Un team di ricercatori hanno scoperto prove che pezzi di Theia sono finiti all’interno della Luna. E le prove ora suggeriscono anche che pezzi di Theia siano finiti all’interno della Terra. L’ipotesi del gigantesco impatto, se così fosse, potrebbe risolvere un mistero che ha incuriosito gli scienziati per più di un decennio.

Terra

La Terra l’impatto e la ricerca

Hongping Den dell‘Osservatorio Astronomico di Shanghai (SHAO) dell’Accademia cinese delle Scienze. ha affermato che: “I nostri risultati sfidano l’idea tradizionale secondo cui l’impatto gigantesco avrebbe portato all’omogeneizzazione della Terra primordiale”. Il ricercatore continua spiegando che: “Invece, l’impatto gigantesco che ha formato la Luna sembra essere l’origine dell’eterogeneità del mantello primordiale. Questo segna il punto di partenza per l’evoluzione geologica del nostro pianeta nel corso di 4,5 miliardi di anni”.

Le macchie che avvolgono il nucleo della Terra sono conosciute come grandi province a bassa velocità di taglio, o LLVP. Sono formazioni note perché le onde sismiche, che viaggiano attraverso il nostro pianeta a causa dei terremoti, si muovono in modo diverso attraverso materiali diversi. Attraverso i dati sismici che i ricercatori sono stati in grado di ottenere delle mappe dettagliate dei LLVP. Queste sono regioni ampie e dense al confine tra nucleo e mantello. Una è presente sotto l’Africa, l’altra invece sotto l’Oceano Pacifico.

Gli scienziati hanno finora proposto che gli LLVP siano generati da una sorta di processo interno alla Terra, come resti di vecchie lastre tettoniche, o punti di temperatura più elevata, o un oceano di magma alla base del mantello.

La Terra e la scoperta

Il team dietro quest’ultima scoperta ha ipotizzato che qualcos’altro avrebbe potuto contribuire alla formazione dei LLVP, ossia Theia. Delle precedenti simulazioni numeriche avevano suggerito che la maggior parte di Theia è finita nella Luna, e solo alcune tracce rimasero all’interno della Terra. Ma potrebbe non essere necessariamente così.

I ricercatori, per questo dubbio, da diversi anni stanno indagando sulla possibilità che una grande quantità di Theia sia rimasta in realtà bloccata all’interno del nostro pianeta. Luogo in cui è presente ancora oggi. I ricercatori hanno condotto una serie di simulazioni al computer dell’impatto di Theia. Così facendo hanno osservato gli effetti che hanno avuto sulla Terra simulata.

I ricercatori hanno trovato diversi segni che il gigantesco impatto potrebbe aver lasciato tracce durature sulla composizione della Terra. Il primo è la stratificazione del mantello terrestre. Mentre, il secondo sono i LLVP. Il team ha scoperto che pezzi di materiale di Theia, larghi solo decine di chilometri, potrebbero essere sprofondati fino al confine tra nucleo e mantello. Lì si sono accumulati, diventando gli LLVP.

Conclusioni

I ricercatori hanno scoperto che circa il 2-3% della massa terrestre potrebbe provenire da Theia. Hanno previsto che il materiale LLVP sia tra il 2 e il 3,5% più denso del mantello terrestre e più ricco di ferro. Un informazione importante, perché significa che c’è un modo per testarlo.

Gli esperti hanno spiegato che: “Nella maggior parte delle simulazioni di impatto sulla formazione della Luna, la maggior parte dei materiali lunari provengono dal dispositivo di simulazione. Ci aspettiamo che le missioni future possano ottenere rocce del mantello lunare, per poi confrontarle con le macchie del mantello per vedere se condividono le stesse firme chimiche“. Tutto ciò fornisce una nuova serie di strumenti per comprendere la storia e la formazione del nostro pianeta, e la storia e la formazione del Sistema Solare. A sua volta questo potrebbe aiutare a comprendere altri mondi e la possibilità di abitabilità.

Non abbiamo trovato pianeti extrasolari come la Terra nella Via Lattea. L’impatto gigantesco potrebbe essere uno dei motivi per cui la Terra è così com’è. L’autore principale dello studio, il geofisico Qian Yuan del Caltech ha spiegato che: “L’antica collisione che ha formato la Luna potrebbe avere un effetto a lungo termine sull’intera evoluzione del nostro pianeta. Quindi potrebbe essere un fattore fondamentale per cui la Terra è geologicamente diversa dagli altri pianeti rocciosi”.

FONTE:

https://www.sciencealert.com/scientists-detect-traces-of-an-ancient-alien-world-beneath-earths-mantle

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